Birrificio Amarcord

Si potrebbe dire che il birrificio Amarcord sia stato il precursore della birra artigianale nel nostro Bel paese. Caratterizzato da prodotti primari di finissima qualità in linea con la tradizione e la cultura territoriale che, grazie ad antiche ricette, vecchi procedimenti e proficue collaborazioni con esperti brassicoli, hanno reso Amarcord il fiore all’occhiello della birra artigianale in Italia.
Il birrificio è situato in Romagna, patria di grandi maestri vinicoli e personaggi di un certo rilievo, come il famoso regista Fellini, da sempre fonte di grande ispirazione.

amarcord birra tabachera

Ed è proprio grazie a questa figura eclettica che sono nate birre con eccellenti caratteristiche volte a inneggiare i personaggi femminili del film “Amarcord” di felliniana memoria.
A questa è stata affiancata una linea classica della serie “AMA”, concepita in collaborazione con l’americana Brooklin, il cui mastro birraio è il celebre Oliver Garrett, rivolta a una fascia di consumatori più pignola, mentre la Riserva Speciale è stata dedicata a Tonino Guerra, un’altra grande figura romagnola.

La Tabachera

La Tabachera è un noto personaggio di stampo erotico, entrato indelebilmente nella mente della maggior parte degli adolescenti che hanno visto il film nelle sale cinematografiche nel lontano 1970. Le sue forme abbondanti, che provocano un “malessere” al giovane protagonista del film felliniano dopo un breve ma intenso incontro, hanno dato origine alla ricetta di questa birra dalla tonalità dorata, quasi ambrata, caratterizzata da ben 9 gradi alcolici in volume. Altra peculiarità della Tabachera è la sua altissima fermentazione.

Le caratteristiche di base sono la schiuma, alquanto sfumata e le sue basi notevoli, come la finezza e l’aderenza. D’altronde non si può chiedere alla schiuma di una strong ale di essere anche permanente. Di regola, l’alcol ha bisogno di anidride carbonica e, di conseguenza, tutte le birre di forte gradazione hanno necessariamente una schiuma sottile e troppo poco persistente. Si tratta di una birra chiara ma non abbastanza limpida a causa di una filtrazione appena accennata. Inutile dire che il suo colore oro intenso è incantevole, mentre è molto gradevole la sua intensità olfattiva in cui si percepisce indistintamente il classico millefiori e il pregevole fenolico delle mandorle pestate di fresco.

Fra tutte queste “sfaccettature” fruttate non può mancare la nota vegetale (principalmente carota e sedano) che, dopo un lento riscaldamento, fa riaffiorare quel tocco floreale dovuto all’etilico. Al primo accenno sono piuttosto palesi sia l’etilico, sia il fenolico di mandorla. L’effervescenza, come già accennato, è un po’ sotto le righe: l’anidride carbonica a stento si nota rispetto a una real ale. In compenso, la struttura è decisamente corposa e riprende fedelmente le “forme” del personaggio felliniano.

La nota amara, a causa della forte presenza alcolica, non si sente particolarmente ma, allo stesso tempo, ha una lunga persistenza. L’orientamento gustativo è sicuramente improntato al dolce e, purtroppo, l’amaro, essendo coperto dall’etilico, apporta il suo contributo dando il giusto peso nel bilanciamento finale dei sapori. Il retrogusto è sorprendentemente ricco perché le note della mandorla e della nocciola conferiscono quel tocco delicato e leggermente aspro di frutta secca, così come il delizioso mielato che tanto alletta il degustatore.

Combinazioni con pietanze culinarie

Da punto di vista culinario, la Tabachera si sposa perfettamente con il formaggio di fossa di Sogliano al Rubicone che, maturando in apposite fosse in un lasso temporale predefinito, dona al formaggio un sapore amarognolo con un tocco di piccante. Inoltre, sia il lardo sia la pancetta si prestano volentieri a un abbinamento intelligente, grazie al gusto maltato e all’amaro lungo caratteristico di questa birra.
Come secondi piatti è consigliabile un arrosto di maiale romagnolo con aglio, rosmarino e bacche di ginepro, una pietanza da leccarsi i baffi!

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