Birrificio “fantasma” Mikkeller

Mikkeller è un atipico birrificio “fantasma”, ossia che gira per il mondo adoperando le proprie tecniche di preparazione ma servendosi di apparecchiature di altre taverne brassicole. L’azienda non ha un proprio stabilimento per la produzione di birra ufficiale, ma collabora con diverse brewery per la creazione delle proprie ricette. L’idea del progetto di Mikkeller è stata partorita nel lontano 2006 a Copenaghen per opera di Mikkel Borg Bjergsø, un maestro di matematica e fisica e un giornalista, Kristian Klarup Keller.

birra artigianale mikkeller

Prima di mettere in piedi la società, il duo si diletta nella realizzazione di birre presso la mensa scolastica e la dimora di Mikkel, prendendo spunto e addirittura clonando birre già esistenti riscontrando anche un notevole successo tra il pubblico. Dopo queste esperimenti brassicoli positive, i due fondatori cominciano a fare sul serio producendo proprie ricette e partecipando a diverse concorsi nazionali vincendone svariati. Più tardi, il fratello gemello di Mikkel, Jeppe Jarnit-Bjergsø, anche lui appassionato del mondo brassicolo, decide di fondare nel 2010 un beershop denominato “Evil Twin Brewing”, iniziando a distribuire in tutta la Danimarca le “bionde” prodotte dal fratello e dal suo socio in affari.

La svolta

Forti di una grande richiesta, Mikkel e Kristian danno vita a una società chiamata “Mikkeller” facendo la loro prima apparizione presso il “Beer Festival di Copenaghen” con otto varietà di birre diverse e riscontrando molto successo. In pochissimo tempo, i due amici ottengono un successo senza precedenti, trovando un giusto accordo di distribuzione internazionale con l’importatore americano Shelton Brothers. Per fronteggiare la crescente domanda, l’impresa avvia la sua produzione di birre, non disponendo di uno stabilimento proprio, alla De Proefbrouwerij in Belgio grazie alle abilità e alle competenze tecniche di una figura esperta come Dirk Naudts.

Dopo qualche anno dall’avviamento, Keller decide di abbandonare il progetto per accettare un importante incarico editoriale, lasciando da solo il suo partner che, per fortuna, ha sempre curato l’intero processo produttivo autonomamente sin dalla partenza realizzando birre di altissima qualità. Questo approccio ambizioso gli ha consentito di creare differenti tipologie di birre, alcune uniche, altre insolite, ma tutte che incarnano quella voglia di fare sempre meglio che è alla base della sua filosofia aziendale.

I successi

La scia di successi non finisce qui, crescendo con altre attività: nel 2010 ha avviato il “Mikkeller Bar a Copenaghen” oltre a bar, pizzerie e ristoranti sparsi in ogni parte del mondo. Nel 2013, ha avviato un’importante collaborazione con un’altra brewery fantasma, la “To Øl”, i cui proprietari Tore Gynther e Tobias Emil Jensen hanno imparato l’arte della birra proprio da Mikkel, dando vita a un secondo bar, il “Mikkeller & Friends”, oltre a innumerevoli progetti di partnership di successo. Qualche anno fa, Mikkel si è letteralmente superato, creando la seconda brewery negli USA, la “Mikkeller Brewing NYC“, esattamente nel Citi Field, lo stadio di baseball dei Mets, situato nel quartiere Queens di New York.

Dalla nascita del progetto fino alle sue più importanti collaborazioni con brewery di un certo livello, Mikkel ha realizzato oltre un migliaio di birre esportandole in 40 paesi in tutto il mondo, tra cui Belgio, Danimarca, Regno Unito e Stati Uniti. Ogni sua creazione interpreta un’opera d’arte facilmente identificabile: alcune delle sue birre sono in produzione solo per un tempo determinato oppure disponibili solo in una particolare area geografica. A partire dal 2012, Mikkel organizza una manifestazione a livello mondiale, conosciuta come la “Mikkeller Beer Celebration Copenhagen” (ex Copenhagen Beer Celebration): una rassegna che ospita le migliori birrerie di fama mondiale coinvolgendo tutti gli appassionati e gli addetti al settore brassicolo.

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