Il Chartreuse Verte, un liquore dal gusto antico e dalla storia secolare

Il Chartreuse Verte è un liquore antichissimo prodotto dai monaci certosini nelle cantine del Grand Chartreuse di Voiron, in Francia. La nota curiosa legata a questo liquore è che solo due monaci conoscono le 130 varietà di piante e fiori da mescolare e portare a macerazione, in modo da ottenere questa pregiatissima bevanda conosciuta in tutto il mondo. Attraverso questa guida avremo modo di capire le origini, la storia e le tecniche di preparazione di questo nobilissimo liquore.

liquore Chartreuse Verte

Cenni storici

Tutto ebbe inizio nel 1605, anno in cui morì Papa Leone XI e, nello stesso periodo a Parigi, il maresciallo Francois Hannibal d’Estrées, uomo fidato di Re Enrico IV, consegnò un raro manoscritto contenente la formula di una “pozione di lunga vita” composto da quasi tutte le erbe medicinali fino ad allora conosciute. Un decina di anni più tardi, il cardinale Richelieu ringraziò con affetto il Reverendo Padre della Certosa di Parigi per avergli curato un male fastidioso grazie a un rimedio ricavato dalle notizie contenute nel prezioso manoscritto. Questo medicamento, però, era di difficile preparazione e per questo motivo non fu più prodotto in seguito.
Nel 1737 fu l’anno della svolta: il manoscritto fu sottoposto a un attento studio presso la Grande Chartreuse, monastero fondato da San Bruno nel 1084, situato sulle Alpi francesi a oltre 1200 metri di altitudine, presso Saint-Pierr-de-Chartreuse vicino a Grenoble. I monaci, ancora oggi, eseguono i precetti certosini e vietano qualsiasi tipo di visita. Padre Jerome Maubec, il farmacista del monastero, fu colui il quale decifrò le formule del manoscritto ottenendo risultati strabilianti, come l’Elixir Végétal de la Grande-Chartreuse. Inizialmente, la vendita di questo prezioso elisir fu molto contenuta: padre Charles, con l’ausilio di un mulo, andava solo presso i mercati di Grenoble e Chambéry per la sua commercializzazione. La formula originale dell’ Elixir ha 69 gradi alcolici e, solo nel 1769, fu introdotto il Chartreuse Verte con 55 gradi e conosciuto come Liqueur de Santé. Ci volle pochissimo tempo per arrivare al gran successo, purtroppo limitato alla sola zona adiacente il Monastero.

La formula resta ancora un segreto

Il Chartreuse Verte a 55 gradi del 1764 è prodotto mediante una lenta macerazione e con la distillazione di 130 varietà di erbe differenti. Successivamente, viene aggiunto dello zucchero e poi lasciato in botti di rovere ad invecchiare. Il tipico colore verde è al 100% naturale senza l’aggiunta di prodotti chimici e la sua formulazione e relativo procedimento è ancora oggi, dopo quattrocento anni, un segreto ben custodito. Probabilmente, il verde deriva dalla clorofilla o da qualche pigmento vegetale, così come avviene per gli assenzi autentici.
Per apprezzarne il gusto aromatizzato alle erbe, il Chartreuse Verte va servito freddo, puro, in un bicchiere da amaro oppure con l’aggiunta di qualche cubetto di ghiaccio diluito in un copita.
Per molti è considerato un digestivo grazie al suo sapore dolciastro, impreziosito da robuste note vegetali e speziate difficilmente distinguibili l’una dall’altra.
Esiste anche una versione molto più invecchiata, il Chartreuse V.E.P. Verte (Vieillissement Exceptionnellement Prolongé) prodotto attraverso il metodo originale del manoscritto.

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