Come si fa il cappuccino

Praticamente ovunque nel mondo, basta pronunciare la parola “cappuccino” per far capire immediatamente che tipo di bevanda si desidera consumare. Che poi, quando ci si trova all’estero, il barista in questione la sappia preparare a dovere è tutt’altro paio di maniche! Ad ogni modo questa variante del caffè è nota a livello internazionale con il suo nome italiano, perché è proprio nel nostro paese che è stata inventata.

Come si fa il cappuccino

Come si fa il buon cappuccino

Il cappuccino viene preparato con latte schiumato (circa 125-150 ml) e caffè espresso (25-35 ml). La schiuma è molto importante nella riuscita di un buon cappuccino: questo strato deve risultare sempre denso e cremoso, e può essere arricchito dall’aggiunta di cacao oppure cannella in polvere. Se capitate in un bar dove il cappuccino è senza schiuma, non state ricevendo un servizio di qualità!

Negli ultimi anni si sta diffondendo anche in Italia la “coffee art” o “latte art”, che consiste nel decorare la schiuma del cappuccino con disegni fantasiosi. Per farlo, si usa il latte contenuto nel bricchetto la cui schiuma viene versata in modi particolari, “disegnando” le figure con cucchiaini o altri strumenti.

Che sia artistica oppure no, questa bevanda viene servita in una apposita tazza da cappuccino, realizzata in porcellana spessa che trattiene efficacemente il calore. In genere si beve zuccherato, e un grande classico delle colazioni al bar è rappresentato dal duo cappuccino e brioche.

Il cappuccino perfetto secondo il World Barista Championship

Ma come si prepara, esattamente, un cappuccino da manuale? A dare una risposta sono gli esperti partecipanti al campionato WBC (World Barista Championship), che vede i concorrenti sfidarsi nella preparazione di 12 specialità a base di caffè (4 cappuccini, 4 espressi e 4 creazioni analcoliche proprie) in soli 15 minuti, che poi vengono giudicate da una severissima giuria.

Ecco le caratteristiche che deve possedere il cappuccino:

  • Armonia bilanciata tra il dolce del latte e l’amaro dell’espresso;
  • Da preparare con un solo espresso, più latte q.b., per un totale di 150-180 ml;
  • La schiuma deve essere spessa almeno un centimetro.

L’origine del nome “cappuccino”

Questa popolare bevanda deve il suo nome al colore che si ottiene dall’aggiunta del latte al caffè espresso, un marroncino chiaro che richiama ai sai indossati dai frati cappuccini. C’è anche chi sostiene che il nome derivi dal fatto che, una volta versato il latte schiumato nel caffè, si crei un disegno bianco e marroncino che assomiglia alla tonsura sulla testa dei monaci.

Non trova invece alcun fondamento storico la teoria secondo la quale il nome deriverebbe dal frate cappuccino Marco d’Aviano, che dopo aver combattuto la Battaglia di Vienna del 1683 avrebbe aggiunto del latte a un caffè di scarsa qualità per mitigarne il sapore amaro, inventando di fatto il cappuccino che oggi conosciamo.

Quale che sia la sua origine, il termine “cappuccino” è ormai entrato di diritto nel vocabolari di tutti i paesi del mondo.

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