Il caffè biologico, importante strumento per tutelare l’ambiente

Sino a non molti decenni fa la coltivazione del caffè avveniva ancora seguendo metodologie tradizionali rispettose dell’ambiente e della biodiversità. Con la sempre maggiore diffusione dei prodotti chimici di sintesi, e il cambiamento delle tecniche colturali, le produzioni di caffè a livello globale sono aumentate in termini di quantità ma l’ambiente ha pagato tutto ciò a caro prezzo. Ecco perché è importante tornare a produrre il caffè biologico.

Caffè biologico

I problemi ambientali legati alla coltivazione del caffè biologico

Non sono solamente le condizioni di vita e di lavoro delle persone che coltivano il caffè a dover essere tenute in considerazione, ma anche l’ambiente circostante. In origine, infatti, il caffè veniva coltivato all’ombra degli alberi e questo ‘sodalizio’ rappresentava l’habitat ideale per una grande biodiversità sia di animali che di piante. I coltivatori utilizzavano la polpa delle bacche di caffè per fertilizzare il terreno, mentre i fertilizzanti di sintesi e i prodotti fitosanitari erano del tutto sconosciuti.

Durante gli anni ’70 e ’80 la tecnica colturale del caffè subì un notevole cambiamento: gli alberi vennero eliminati per lasciare spazio a ben più redditizie coltivazioni in pieno sole, ma per l’aumento della produttività il prezzo che dovette pagare l’ambiente fu (ed è tuttora) davvero alto. Le foreste e la biodiversità vennero distrutte, mentre si assistette alla degradazione del suolo ed all’inquinamento delle acque causato dall’utilizzo di prodotti chimici. Ancor oggi, per lasciar spazio alle piantagioni di caffè, vengono ogni anno sacrificati ettari ed ettari di aree naturali.

L’importanza del ritorno alle coltivazioni biologiche

Inquinamento, erosione del suolo, perdita di biodiversità e deforestazione sono problemi che stanno sempre più a cuore alle persone che ogni giorno consumano il caffè nei paesi occidentali. La risposta concreta a questa crescente attenzione nei confronti delle questioni ambientali è rappresentata dalla diffusione delle coltivazioni di caffè biologico.

Questo caffè viene prodotto con metodologie più rispettose dell’ambiente ed a minore impatto, e parallelamente vengono spesso portati avanti anche progetti finalizzati al miglioramento della qualità della vita e a una giusta retribuzione economica per i lavoratori. Ai coltivatori del commercio equo e solidale che attuano produzioni biologiche vengono inoltre corrisposte maggiori somme di denaro per l’acquisto dei loro prodotti.

Ma come si produce questo caffè rispettoso dell’ambiente? Molto si sta facendo per ripristinare le tecniche colturali utilizzate una volta, in particolare facendo ‘ritornare’ le piante del caffè sotto l’ombra dei grandi alberi. Grazie a questo approccio è possibile promuovere le naturali relazioni ecologiche fra piante ed animali, ridurre l’impatto delle coltivazioni sull’ambiente e promuovere la biodiversità.

I vantaggi del caffè biologico sull’ambiente e sulla produttività

L’elevata biodiversità che si riscontra in queste coltivazioni sotto gli alberi della foresta permette la formazione di complesse reti alimentari, nelle quali uccelli, rettili e piccoli mammiferi si nutrono degli insetti erbivori che a loro volta si cibano delle piante di caffè. In questo modo è la natura stessa a controllare gli organismi potenzialmente dannosi per le coltivazioni, e questo fa sì che non vi sia la necessità di ricorrere a pesticidi o altri prodotti fitosanitari.

Grazie alla presenza di molti insetti impollinatori, inoltre, nelle coltivazioni biologiche di caffè la produttività è superiore. Uno studio effettuato in Indonesia ha dimostrato ad esempio come nelle piante di caffè visitate da tre specie di api il 60% dei fiori si trasformasse in frutto; quando gli insetti impollinatori erano venti o più, la percentuale di frutti formati saliva al 90%.

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