Il caffè espresso

Non c‘è nulla di più semplice che entrare in un bar e ordinare un caffè, sapendo perfettamente cosa ci verrà servito nella tazzina. Ma questo avviene perché in Italia, a differenza di altri paesi, esiste una vera e propria cultura legata al caffè e che ruota intorno al classico espresso. Esistono inoltre apprezzate varianti di questa bevanda.

Il caffè espresso, un “patrimonio” italiano

Questo tipo di caffè è senza dubbio il più popolare e consumato, e viene preparato nei bar ricorrendo alle tradizionali macchine da caffè. Si parte dai chicchi interi, che vengono macinati sul momento sino ad ottenere una miscela con frammenti di dimensioni omogenee. Questi vengono poi messi in infusione mediante vapore acqueo bollente ad alta pressione, ed è così che si ottiene il classico espresso da bar.

Che lo si beva alla mattina o dopo pranzo, nel pomeriggio o durante una pausa caffè, l’espresso è in grado di regalare grandi soddisfazioni al palato regalando al tempo stesso una carica di energia grazie alla caffeina contenuta. Attenzione, però: i medici consigliano di non bere più di tre espressi al giorno!

Le tipologie di caffè espresso più diffuse

È possibile consumare questa bevanda in molte forme diverse, e le più diffuse sono:

  • Caffè normale: su cosa significhi “normalità” vi sarebbe molto da discutere, probabilmente, ma in genere lo standard è riempire la tazzina a un livello poco superiore della metà.
  • Caffè lungo: viene utilizzata più acqua del solito, pertanto la bevanda risulta meno densa e corposa. Tuttavia questo caffè contiene quantità di caffeina superiori, a causa del maggiore livello di estrazione della sostanza con il vapore.
  • Caffè ristretto: l’aroma di questa bevanda è molto intenso e il suo gusto deciso, ma con un basso contenuto di caffeina dovuto all’utilizzo di minori quantità di acqua bollente.

Caffè espresso… con variante

Ecco alcune delle principali varianti della bevanda più consumata nei bar:

  • Caffè macchiato: i puristi non lo considerano “vero” caffè espresso, perché alla bevanda viene addizionata una piccola quantità di latte, a temperatura variabile a seconda dei gusti. Esistono due varianti: il “macchiato freddo”, che consiste nella semplice aggiunta di un goccio di latte a temperatura ambiente (o di frigorifero), e il “macchiato caldo”.
  • Caffè schiumato: è un macchiato caldo preparato con latte spumoso, che assomiglia a una sorta di piccolo cappuccino.
  • Caffè corretto: all’espresso viene aggiunta una piccola dose di superalcolico, e le “correzioni” più amate sono senza dubbio quelle con grappa, sambuca o crema al whisky anche se è possibile davvero sbizzarrirsi fra brandy, mistrà e molto altro ancora.

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