La decaffeinizzazione del caffè e il suo futuro

La decaffeinizzazione è il processo di rimozione della caffeina che permette di ottenere una bevanda priva (o quasi) di questa sostanza eccitante. Ma come avviene esattamente questo processo, e quali sono le caratteristiche del caffè che se ne ottiene? Ecco qualche informazione utile per scoprire cosa si nasconde davvero dietro al caffè decaffeinato, e quali sono le interessanti prospettive che ci potrebbe riservare il futuro.

La decaffeinizzazione del caffè e il suo futuro

Il processo di decaffeinizzazione

Per la decaffeinizzazione possono essere utilizzati diversi metodi, generalmente riconducibili a una serie di passaggi fondamentali. Si parte dai chicchi di caffè non tostati, che prima vengono trattati con il vapore bollente, e poi con sostanze in grado di estrarre la caffina. Questi solventi devono essere scelti e calibrati con estrema precisione poiché non devono in alcun modo interferire con le altre sostanze responsabili di sapori e profumi, che nel caffè sono circa 400. Il trattamento viene ripetuto diverse volte, fino a quando il contenuto residuo di caffeina non raggiunge gli standard minimi previsti per la commercializzazione.

In seguito al processo di decaffeinizzazione solo l’1-2% della caffeina presente originariamente rimane nel prodotto, una percentuale praticamente trascurabile che rende il prodotto privo degli indesiderati effetti eccitanti.

Bere caffè decaffeinato fa male?

Questa domanda se la pongono in tanti, e la risposta è “no”, poiché il caffè sottoposto alla decaffeinizzazione è del tutto sicuro per la salute. È però importante sottolineare che, semplicemente perché si considera questo prodotto privo di effetti collaterali, non bisogna abusarne.

Secondo una ricerca condotta nel 2006 presso l’Università della Florida, bere dalle 5 alle 10 tazze di caffè decaffeinato apporterebbe all’organismo la medesima caffeina contenuta in una o due tazze di caffè normale. Quindi, come sempre quando si parla di alimentazione, anche per quanto riguarda le bevande decaffeinate la parola d’ordine deve essere “moderazione”.

Arriva il Decaffito, un decaffeinato naturale?

Qualcuno si sarà probabilmente chiesto quando l’ingegneria genetica, fiutando l’affare, si metterà a produrre piante di caffè modificate geneticamente per essere prive di caffeina. Per fortuna sembra che la natura ci abbia pensato per prima, anche se si tratta di una scoperta che per l’uomo è piuttosto recente. Era infatti il 2004 quando venne per la prima volta segnalata la specie Coffea charrieriana, il cui gene deputato alla sintesi della caffeina risulta deficitario e il cui utilizzo bypasserebbe totalmente il processo di decaffeinizzazione.

Attualmente i ricercatori sono impegnati su due fronti: il primo è quello di incrociare questa specie con le principali varietà tradizionali di caffè (C. arabica e C. canephora) per ottenere nuovi ibridi naturalmente decaffeinati. Il secondo è quello di riuscire a rimuovere tramite manipolazioni del DNA il gene caffeina sintasi dalle piante di caffè: staremo a vedere in che direzione procederà la scienza.

Nel frattempo, gli studiosi brasiliani dell’Instituto Agronômico de Campinas impegnati nelle ricerche hanno registrato il marchio Decaffito, mettendo le mani avanti su una futura (e presumibilmente redditizia) produzione su larga scala.

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