La qualità del Birrificio Aosta

Se vi trovate alle porte di Aosta, precisamente in Saint Christophe, non potete non visitare il famoso Birrificio Aosta, noto ai più come uno dei migliori produttori di birra artigianale di pregiata qualità. Come ben sottolineano i proprietari, la birra per fregiarsi del titolo “artigianale” deve essere non filtrata e né pastorizzata, prodotta con ingredienti di primissima scelta, come malti, lieviti, luppoli e spezie accuratamente selezionati. La passione e l’impegno profuso dai mastri birrai nella produzione di questa nobile bevanda assicurano un’ottima qualità e la salubrità del prodotto. Sono pochi e semplici gli ingredienti per rendere unica questa bevanda: acqua,

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Se vi trovate alle porte di Aosta, precisamente in Saint Christophe, non potete non visitare il famoso Birrificio Aosta, noto ai più come uno dei migliori produttori di birra artigianale di pregiata qualità. Come ben sottolineano i proprietari, la birra per fregiarsi del titolo “artigianale” deve essere non filtrata e né pastorizzata, prodotta con ingredienti di primissima scelta, come malti, lieviti, luppoli e spezie accuratamente selezionati. La passione e l’impegno profuso dai mastri birrai nella produzione di questa nobile bevanda assicurano un’ottima qualità e la salubrità del prodotto. Sono pochi e semplici gli ingredienti per rendere unica questa bevanda: acqua, malto, a scelta tra orzo, frumento, avena, sorgo e segale, luppolo e lievito, proveniente dai ceppi Saccaromyces Cerevisiae o Saccaromyces Carlsbergensis.

Il processo di maltazione

Per la maltazione si seguono principalmente due fasi: la germinazione e l’essiccazione. La prima consiste nella germinazione dei semi di cereale a temperatura controllata ed elevata umidità, in modo da trasformare gli amidi all’interno dei cereali in zuccheri grazie all’azione svolta da particolari enzimi; il secondo passaggio, invece, prevede l’essiccazione per un’ottima cristallizzazione degli zuccheri in base alle diverse gradazioni di temperatura. In questo modo si avranno malti speciali (60° – 80°), malti caramellati (80° – 120) e malti scuri (oltre 120°).
Altri due fattori degni di nota riguardano la provenienza del luppolo e i lieviti.
Il luppolo proviene dall’omonima pianta della famiglia di cannabacee, di tipo rampicante con un’altezza che arriva fino ai 6-7 metri e con una maggiore crescita in zone boschive con altitudini tra 200 e 1000 metri. Essendo una pianta antisettica e sedativa è considerata come il conservante naturale della birra ed è conosciuta per queste proprietà sin dal 800 d.C.
Il processo di lievitazione per la produzione della birra avviene in due distinte fasi: la prima è quella aerobica, in cui i lieviti consumano ossigeno e si moltiplicano; la seconda è quella anaerobica, in cui i lieviti consumano zuccheri con la produzione di anidride carbonica e alcool. Una volta completata la fermentazione i lieviti diventano inattivi.

Il metodo di preparazione e le diverse qualità di birra

Ogni birra segue un proprio stile e, in base a questo, si distingue come Stout, ossia scura e di origine britannica; Lager, molto chiara a bassa fermentazione; Pilsner, sempre chiara ma lavorata a freddo; Pale Ale, chiara e di origine anglosassone. Ogni qualità prodotta segue una specifica ricetta composta da un mix particolare di malti da utilizzare, il giusto rapporto acqua/farina e il peso dei malti. A seguire c’è il tempo di bollitura, la temperatura di infusione, la miscela dei luppoli con le varie spezie da aggiungere, la tipologia di lievito da includere e, infine, il trattamento da seguire alla fine della fermentazione.
Molte sono le tipologie di birra prodotte dal Birrificio Aosta. Tra le più importanti segnaliamo la Seven, fresca, armoniosa, con un buon corpo e leggermente acidula come nel classico stile Waizen; la Loiren, tipicamente bavarese e dal gusto morbido, da assaporare soprattutto durante il clima estivo grazie al suo moderato tenore alcolico che gli conferisce un tono fresco e dissetante; la Corsara Nera, con un retrogusto tostato al sapore di liquirizia, perfetta se abbinata con dolci e cioccolato fondente, ma ben si adatta anche a formaggi e carni alla griglia; la Excalibeer, dal sapore vellutato e un retrogusto amarognolo, corpo rotondo e morbido, la birra giusta per accompagnare piatti in agrodolce; la Jured, corposa al palato e ricca di aromi fruttati che si percepiscono già al primo assaggio, si sposa molto bene con antipasti a base di salumi e formaggi stagionati; la Reina, considerata la “regina delle birre valdostane”, intensa e non molto invadente, con un giusto mix di malti provenienti da più regioni in grado di regalare finali eleganti che rinfrescano il palato.

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