Leggende sul caffè

Una bevanda tanto importante e diffusa come il caffè non poteva, nel corso della sua storia plurisecolare, non diventare la protagonista di qualche mito. Dal momento che le origini di questa bevanda rimangono ancora parzialmente avvolte nel mistero, è proprio qui che si rinvengono le leggende più interessanti.

Uccelli iperattivi: e fu così (forse) che venne scoperto il caffè

Una delle più famose leggende che ‘spiegano’ in che modo l’uomo abbia scoperto le innumerevoli proprietà del caffè ha come protagonista il religioso Sufi yemenita Abu al-Hasan al-Shadhili, vissuto tra il l’undicesimo e il dodicesimo secolo. Si racconta che, durante un viaggio in Etiopia, il mistico avesse notato la presenza di uccelli particolarmente vivaci e, incuriosito, ne avesse studiato le abitudini scoprendo di cosa si nutrivano. Cibandosi delle stesse bacche consumate dagli uccelli, anch’egli si ritrovò a godere della medesima energia permettendo così al mondo di scoprire il caffè e le sue proprietà.

Le bacche miracolose di Omar

Un altro mito sulle origini del caffè riguarda invece Omar, discepolo dello sceicco Abou’l Hasan, che venne esiliato in una caverna nel deserto. Alla disperata ricerca di cibo, Omar assaggiò delle bacche rosse (di caffè, naturalmente) raccolte da un cespuglio vicino, trovandole però insopportabilmente amare. Allora decise di arrostirle per cercare di migliorarne il sapore, ma esse divennero dure come la pietra. Senza perdersi d’animo, Omar le mise a bollire per ammorbidirle, ottenendone un liquido intensamente profumato di colore scuro. Dopo averlo bevuto, lo sventurato riprese le energie e grazie a questo ‘miracolo’ gli venne concesso di fare ritorno a casa, dove venne considerato un santo sino alla fine dei suoi giorni. E fu così che venne scoperto il caffè.

La leggenda di Kaldi il pastore

Quest’ultima storia sul caffè venne probabilmente ‘inventata’ nel sedicesimo secolo, e si riferisce a fatti avvenuti almeno cinquecento anni prima. Tuttavia la leggenda è così diffusa che non si può non raccontarla, dal momento che è entrata ormai nell’immaginario collettivo.

Si narra che un pastore di capre di nome Kaldi, vissuto in Etiopia intorno all’anno mille, avesse notato il comportamento particolarmente vivace del suo bestiame quando gli animali pascolavano nei pressi di alcuni particolari cespugli, mangiandone le bacche di un colore rosso brillante. Fu così che, spinto dalla curiosità, anche Kaldi assaggiò queste bacche e dopo aver sperimentato il loro effetto eccitante le portò ad un monaco di un monastero vicino. Il religioso disapprovò il comportamento del pastore e, stizzito, gettò le bacche nel fuoco: subito dopo si sprigionò un aroma intenso e fragrante. Le bacche di caffè vennero perciò salvate dalle fiamme e gettate nell’acqua, dando così origine al primo caffè della storia.

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