Les Bières du Grand St. Bernard: la birra delle Alpi valdostane

Restando in terra valdostana, uno dei birrifici degni di nota è indubbiamente il Bières du Grand St. Bernard, la cui birra ha origine dalla Cima delle Alpi. Ad un’altitudine di circa 1000 metri di quota di Gignod, nei pressi della famosa Via Francigena che, in antichità, collegava la penisola italiana con le Isole Britanniche, è collocato questo valido ed efficiente birrificio condotto da due mastri birrai d’eccezione, Rémy Charbonnier e Stefano Collé. I due seguono meticolosamente l’intera produzione di birra, scegliendo accuratamente gli ingredienti, come i cereali, i luppoli e i lieviti al 100% naturali. La parte più importante viene

birre artigianali del birrificio Bières du Grand St. Bernard

Restando in terra valdostana, uno dei birrifici degni di nota è indubbiamente il Bières du Grand St. Bernard, la cui birra ha origine dalla Cima delle Alpi. Ad un’altitudine di circa 1000 metri di quota di Gignod, nei pressi della famosa Via Francigena che, in antichità, collegava la penisola italiana con le Isole Britanniche, è collocato questo valido ed efficiente birrificio condotto da due mastri birrai d’eccezione, Rémy Charbonnier e Stefano Collé. I due seguono meticolosamente l’intera produzione di birra, scegliendo accuratamente gli ingredienti, come i cereali, i luppoli e i lieviti al 100% naturali. La parte più importante viene svolta dall’acqua che, in questi luoghi montagnosi, è pura ed incontaminata e ben si presta alla produzione di birra dalla qualità eccelsa.

Le origini del birrificio

Dopo un iter di formazione teorica durato un paio di anni e qualche sperimentazione sul campo, i due mastri birrai, spinti dalla voglia e dalla passione per le “scure”, hanno trasformato quello che era un hobby in un vero e proprio lavoro. Rémy Charbonnier abbandona il suo vecchio lavoro di ingegnere per dedicarsi esclusivamente a questo nuovo settore, realizzando nel 2010 ad Etroubles un mini laboratorio di 300 metri quadri per la produzione di Les Bières du Grand St. Bernard. Successivamente, al suo fianco si aggiunge Stefano Collé che lascia definitivamente la sua carriera di maestro di sci. Bisogna attendere luglio 2010 per la vendita delle prime birre, ossia Napea, Balance e Amy che rappresentano il fiore all’occhiello del birrificio. Il 2017 è l’anno della svolta: grazie agli ottimi risultati raggiunti e alle vendite in continua crescita, i due soci sono “costretti” ad ampliare il laboratorio per smaltire la forte domanda e le numerose quantità produttive richieste. Così la nuova sede passa a Gignod, a valle di Etroubles, restando però sempre fedele alla Valle del Gran San Bernardo. Il nuovo impianto, di oltre 4000 metri quadrati, è stato sviluppato e concepito per ospitare strutture e macchinari innovativi e di ultima generazione da oltre 35hl, un’area riservata alla vendita e all’esposizione dei prodotti aperta al pubblico da oltre 300 metri quadrati, una zona uffici, una sala meeting e un grande parcheggio. La scelta del posto non è stata casuale ma mirata: la struttura è collocata in una posizione strategica lungo una statale che collega l’Italia con la Svizzera.

Le sette tipologie di birre

Le “bionde” prodotte dal birrificio del Gran San Bernardo sono sette, ognuna contraddistinta da un proprio stile e una propria impronta organolettica: Napea, Balance, Blou, Amy, Gnp, Via Francigena e Couche. La Napea ha un gusto leggermente mielato, con un’aroma floreale e dal finale amaro; la Balance, ambrata, scura e a bassa fermentazione, molto più improntata sul dolce che sul salato grazie a una melodia di note di frutta secca, nocciole e prugna; la Blou, termine tipico valdostano che significa “segale” che richiama appunto i toni speziati del segale, oltre ai tradizionali aromi dati dal lievito da birra weiss; la Amy, ad alta fermentazione, caratterizzata da note di caffè, liquirizia e crema di latte che conferiscono alla bevanda un finale lungo e amaro; la Gnp, chiara, color giallo oro e dal gusto mielato, con una giusta dose di genepì in infusione, un’erba alpina utilizzata per la produzione del famoso liquore; la Via Francigena, leggera, luppolata, chiara e ad alta fermentazione, un omaggio alla famosa strada, meta di pellegrinaggio che da Canterbury portava a Roma.

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